Il più antico documento scritto in cui vengono riportati i confini del Friuli risale al 1221 quando il legato pontificio Ugo da Ostia si trovò a dirimere una controversia tra il Patriarca ed i Trevisani. Il legato stabilì che al Patriarca appartenevano: « tutti i luoghi, castelli, corti, ville e villaggi […] dal fiume Livenza fino al ducato di Merania e dai monti fino al mare in tutto il Friuli. ».
Nell Cinquecento sono numerosi i documenti che parlano dettagliatamente dei confini della Patria, tra questi ricordiamo la mappa dal titolo "La vera descritione del Friuli" stampata a Venezia nel 1553 a cura di Andrea Valvassore detto il Guadagnino dove a margine della stessa viene data una chiara definizione del Friuli: « la Patria del Friuli confina da levante con l'Istria e Iapidia al presente detta Carso, da ponente con il territorio trevisano, bellunese, da settentrione con l'Alpe di Alemagna e da mezzogiorno con la parte del mare Adriatico qual è tra il porto del fiume Timavo e Livenza ».
Qualche anno prima, precisamente nel 1544 sempre a Venezia, venivano pubblicati i Commentarii dei Fatti d’Aquileia di Giovanni Candido. L’autore pur non fornendo un’esplicita descrizione geografica del Friuli individua alcuni limiti approssimativi. In particolare a settentrione colloca le Alpi. Ad oriente il fiume Timavo. Ad occidente comprende alcuni territorio ad Ovest del Livenza. A Sud il mare.
Il problema relativo ai confini storici del Friuli è ampiamento trattato in un bel articolo di WikiBooks "Storia della definizione geografica del Friuli" che vi invitiamo a leggere.
Il Friuli storico comprende quindi le odierne province di Udine, Pordenone, Gorizia, il comune di Sappada (in provincia di Belluno) ed il Mandamento di Portogruaro (in provincia di Venezia).


