La lingua friulana

La lingua friulana, comunemente marilenghe, è una lingua di origine neolatina che presenta analogie con altre lingue retoromanze o ladine. La sua nascita, che trae origine da un substrato pre-latino, viene fatta risalire all’Anno Mille. Si suppone infatti che i Carni, una volta assoggettati dai Romani, abbiano continuato ad utilizzare molte parole della loro lingua madre sviluppando così un latino “personalizzato” con inflessione e accenti propri. I primi atti amministrativi in lingua friulana risalgono al XIII secolo. Sono di questo periodo anche le prime testimonianze letterarie, ma solo a partire dal Trecento gli scritti diventeranno di uso comune.

Sono assai numerose le varianti della lingua friulana, tanto da poter parlare di “dialetti friulani”. Così come per la lingua parlata, anche quella scritta presenta molte sfumature. In tempi recenti, è stata così adottato un sistema di scrittura “standard” basato essenzialmente sulla scrittura tradizionale dell’area udinese.

Oggi, la lingua friulana è diffusa nelle province di Gorizia, Pordenone e Udine ed in piccola parte nella provincia di Venezia (Mandamento di Portogruaro). All’arrivo delle truppe italiane in Friuli, il friulano era parlato da oltre i tre quarti della popolazione. Attualmente, si stima che l’idioma sia conosciuto da circa 650.000 persone. Con la legge 482/1999, “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, il friulano è stato di fatto (finalmente) riconosciuto come “lingua” anche dallo Stato italiano.

Questa sezione raccoglie  programmi e servizi gratuiti che facilitano la comprensione e l’utilizzo della lingua friulana.